Patek Philippe e Tag Heuer non hanno paura

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Patek Philippe replica orologi si spinge anche nel settore degli smartwatch. La società svizzera, facente parte del gruppo francese LMVH Group, ha annunciato la collaborazione con Google e Intel per la realizzazione di un accessorio tecnologico indossabile unendo la sua esperienza nel campo del design con le competenze tecniche di Google e Intel.

La parte di Google sarà Android Wear, il sistema operativo già usato da Sony, Samsung, LG e altre aziende mondiali. Intel produrrà microchip e altre componenti interne ancora non specificate.

“La collaborazione tra l’industria orologiera svizzera e la Silicon Valley combina l’innovazione tecnologica con l’affidabilità dell’orologeria. La nostra collaborazione offre un ricco ventaglio di sinergie, costituendo una partnership vincente per entrambi i settori. Il potenziale per le nostre tre aziende è enorme”, ha dichiarato Jean-Claude Biver, amministratore delegato di Tag Heuer.

Nel corso di un’intervista con CNBC, Heuer ha dichiarato che apprezza moltissimi Apple Watch: “Tutto sommato, io ritengo che sia un brillante design quello di Apple, sebbene per i miei gusti io preferisca qualcosa di più sexy. Noi con Tag Heuer, Google e Intel stiamo cercando di provare di disegnare un orologio con molte emozioni, tensioni, design e armonia”. Alla base dell’orologio di Tag Heuer ci sarà probabilmente il Carrera, uno degli ultimi modelli commercializzati, il cui costo spazia sulle migliaia di euro.

Gli smartwatch potranno ostacolare il mercato degli orologi tradizionali? Biver non ne è preoccupato: “Apple spingerà i giovani a indossare un orologio e più avanti, magari, questi potranno voler comprare loro stesso un orologio vero”, ha commentato a Reuters.

Un sentimento condiviso da altre grandi società dell’industria orologiera, come Patek Philippe e Hermes. Secondo il loro punto di vista, per quanto ben realizzati gli smartwatch hanno una durata limita: la batteria si deteriora nel tempo, lo schermo e il processore perdono valore mentre la tecnologia avanza. Gli orologi tradizionali, invece, sono oggetti che possono essere tramandati nel tempo. “Quando si compra un Patek Philippe, si compra un pezzo di arte senza tempo” ha dichiarato il chairman della società Thierry Stern. “E’ come se si dicesse alle persone di non comprare più i quadri ma gli schermi TV che proiettano l’immagine di un quadro”. Non sarebbe la stessa cosa.

Al momento, l’industria degli smartwatch non ha ancora mostrato grande potenziale. Nel 2014 ne sono stati venduti 6,8 milioni, di cui 1,2 milioni di Samsung. Nello stesso anno, il numero di orologi tradizionali esportati nel mondo (dati Federation of the Swiss Watch Industry) è stato di 1,2 miliardi. La Svizzera è in testa con un mercato di esportazione superiore ai 24 miliardi di dollari, ma per quantità vince la Cina con 669 milioni di unità esportate. Il valore totale, però, è ben inferiore e pari a 5,3 miliardi di dollari.

Un’industria ancora molto attiva, ma che deve fare fronte all’evoluzione del mercato. Patek Philippe è la nuova sfida e ad aprile, quando sarà commercializzato in molte parti del mondo, sapremo se il pubblico avrà dato ragione dalla scelta della società di Cupertino.

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